BLOG PERSONALE


facebook
whatsapp

Per ulteriori informazioni:

gaeterlizzi@contattopedagogico.it  |  + 39 0934 830381

Quando la scienza incontra la relazione. Riflessioni dopo il convegno “Prevenire l’Autismo?”

2025-06-09 21:08

Gaetano Terlizzi

autismo, Famiglie, Educazione, disabilità, Sanità,

Quando la scienza incontra la relazione. Riflessioni dopo il convegno “Prevenire l’Autismo?”

Dalla diagnosi alla relazione: il potere trasformativo dell’ascolto nei primi segnali dello sviluppo.    In questi anni, seguendo da vicino i percorsi

 

 

 

Il sapere che si fa gesto: perché ogni relazione educativa è già prevenzione.

 

 

 

In questi anni, seguendo da vicino i percorsi evolutivi di tanti bambini e ragazzi nello spettro autistico, abbiamo potuto constatare quanto la scienza abbia compiuto progressi straordinari. Non solo nella capacità diagnostica, oggi sempre più precoce e raffinata, ma soprattutto nel modo in cui leggiamo, comprendiamo e accompagniamo lo sviluppo di ciascun bambino.

 

La partecipazione al convegno nazionale “Prevenire l’Autismo?”, tenutosi a Pisa il 6 giugno, è stata per noi della Cooperativa Consenso un’occasione per fermarci, ascoltare, confrontarci e riflettere.

Abbiamo sentito con forza quanto sia importante oggi integrare le evidenze scientifiche con la pratica educativa, per costruire interventi capaci di fare davvero la differenza.

 

Oggi non si parla più di “prevenzione” come tentativo di evitare una condizione. Prevenire significa riconoscere, osservare in tempo, accompagnare con rispetto e senza forzature. Significa leggere quei primi segnali che spesso parlano in silenzio: uno sguardo che manca, un gesto che si interrompe, una reciprocità che tarda ad accendersi.

 

Abbiamo compreso ancora una volta che “aspettare e vedere” non è più una strada praticabile. Ogni giorno che passa senza ascolto, senza proposta, senza contesto, è un giorno che rischia di sottrarre al bambino occasioni preziose. L’intervento precoce non è una tecnica da applicare, ma una scelta educativa, una cura intenzionale, una forma di presenza che crede nel potenziale umano.

 

Ed è proprio lì che la scienza incontra la relazione. Quando l’evidenza si intreccia con l’empatia. Quando il sapere si traduce in accompagnamento quotidiano, nel tempo lungo delle relazioni educative, nella fiducia costruita con le famiglie, nella coerenza tra ciò che si sa e ciò che si fa.

 

Questo convegno ci ha ricordato che la vera prevenzione è un gesto pedagogico.

È credere nel bambino, anche quando il suo modo di stare nel mondo ci chiede di rallentare, di cambiare sguardo, di trovare nuove strade.

 

E noi, ogni giorno, continueremo a camminare accanto a lui. Con le mani sporche di farina, gli occhi pieni di possibilità e il cuore orientato alla fiducia.