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Educare alla verità. Quando proteggere non vuol dire mentire

2025-07-02 16:15

Gaetano Terlizzi

Famiglie, Educazione,

Educare alla verità. Quando proteggere non vuol dire mentire

Educare è anche questo:prendere per mano nel buio, senza fingere che sia giorno.

 

 

Educare è anche questo:
prendere per mano nel buio, senza fingere che sia giorno.

 

 

C’è un punto, nella relazione educativa, dove l’amore incontra la verità.
E spesso, in quel punto, noi adulti ci troviamo in bilico.


Vorremmo proteggere i bambini e i ragazzi da tutto ciò che fa male: dal dolore, dalla paura, dalla durezza della vita.
Così iniziamo – quasi senza accorgercene – a trasformare ciò che è crudo in qualcosa di più tenero, a rendere accettabile ciò che, in realtà, non lo è. Raccontiamo la verità in maniera diversa, la vestiamo di colori più dolci, la mascheriamo con sorrisi.

 

Ma questa trasformazione, per quanto animata dalle migliori intenzioni, rischia di allontanarci dall’educazione vera.


Un’educazione che non si fonda sull’inganno né sull’illusione, ma sulla capacità di accompagnare nella verità, con misura e delicatezza, senza tradirla.

 

La verità, lo sappiamo bene, a volte è uno schiaffo. Un pugno allo stomaco.
E noi adulti, che l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle, vorremmo risparmiare questa esperienza ai più piccoli.
Ma è giusto?
È davvero educativo?

Mi torna alla mente La vita è bella, il film di Roberto Benigni.


In quel racconto straordinario, la guerra non viene mai nominata con il suo vero nome. Guido, il padre, crea un mondo fittizio per proteggere il figlio dall’orrore del lager. Non mente per se stesso, mente per amore. Ma anche in quella menzogna c’è una verità fortissima: il tentativo disperato di salvare un bambino dal dolore del mondo.

 

Eppure – e questa è la domanda che mi porto dentro – quanto è utile, nel lungo periodo, edulcorare la realtà?
Quanto rischiamo di rendere i ragazzi incapaci di riconoscere l’ingiustizia, la sofferenza, il dolore… quando poi verranno inevitabilmente a contatto con essi?

 

Educare alla verità non vuol dire gettare in faccia la crudeltà del mondo.

Vuol dire trovare le parole giuste per raccontarla.
Vuol dire essere presenti quando il bambino scopre che non tutto è giusto, che non tutto è bello, che non sempre si vince.
Vuol dire non lasciarlo solo davanti a queste scoperte.

 

C’è un’etica nella verità, ma c’è anche una pedagogia della verità:
non si tratta di dire tutto, subito e senza filtri. Ma nemmeno di costruire un mondo irreale.

Si tratta di guidare l’altro nella scoperta del reale, un passo alla volta, nella giusta misura, con il giusto sguardo.

 

Educare è anche questo:
prendere per mano nel buio, senza fingere che sia giorno.


E dire: “Ci sono. Camminiamo insieme”.