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Occuparsi, non preoccuparsi: la scelta che ci cambia la vita

2025-07-31 16:04

Gaetano Terlizzi

Educazione,

Occuparsi, non preoccuparsi: la scelta che ci cambia la vita

La differenza tra preoccuparsi e occuparsi è la strada che porta dalla paura alla vita.

Adottare tutte le buone abitudini necessarie a tutelarci e vivere con più serenità il presente.

Capita spesso anche a me… Ci sono momenti in cui la mente corre più veloce del cuore. Penso a quello che potrebbe succedere, a quello che potrei perdere, a quello che un giorno forse non avrò più. E sento quanta energia mi scivola via in silenzio. È come camminare in una strada che sembra non finire mai, con la sensazione che da un momento all’altro si chiuderà davanti a me.

 

A volte la preoccupazione è così forte da far sembrare il presente sfocato. Non riesco a godermi ciò che ho, perché già immagino quello che potrei non avere più. Eppure, proprio lì, in quel momento di smarrimento, mi chiedo: e se invece di preoccuparmi provassi a occuparmi?

 

La differenza sembra piccola, ma è tutto. Preoccuparsi è lasciare che la paura ci paralizzi. È vivere nell’ipotesi, nel “forse”, nel “e se…”. Occuparsi è un atto d’amore. Significa prendermi cura di me, delle persone che ho accanto, di quello che conta davvero. Significa fare un passo, anche piccolo, verso la direzione giusta.

 

Quando passo dal preoccuparmi all’occuparmi, succede qualcosa dentro di me: respiro meglio. Mi accorgo di quello che ho e di quanto valga la pena proteggerlo. E non è negare i problemi o fingere che tutto vada bene. È scegliere di affrontare ciò che c’è, senza lasciarmi trascinare via da ciò che non posso controllare.

 

Scrivere queste righe mi aiuta a ricordarlo. Forse può aiutare anche te che le stai leggendo. Perché la verità è che tutti, prima o poi, ci sentiamo fragili, spaventati, in bilico. Ma possiamo scegliere. Possiamo imparare a trasformare quella fragilità in cura, quell’ansia in azione.

 

E se questo vale per me e per te, vale anche per i ragazzi e le famiglie con cui lavoriamo ogni giorno. Nella pedagogia, come nella vita, la cura nasce dall’occuparsi, non dal preoccuparsi. È lì che si costruiscono le relazioni vere, quelle che cambiano le persone.