Disabilità e Inclusione

Autismo e lavoro: l’esperienza del Pastificio L’Arte dei Primi al Congresso Internazionale IBAO di Napoli

Non «che cosa sai fare?», ma «che cosa posso insegnarti a fare?». È la domanda che ha guidato l’esperienza di inserimento lavorativo realizzata dalla Cooperativa Sociale ConSenso nel Pastificio L’Arte dei Primi e presentata al primo Congresso Internazionale IBAO di Napoli, dal 1° al 4 ottobre.

Questa domanda invita a considerare le abilità attuali di una persona come il punto di partenza di un percorso. Per chi si occupa di educazione significa interrogarsi sulle opportunità di apprendimento che possiamo costruire, sui supporti necessari e sulle condizioni che permettono a ciascuno di partecipare al lavoro.

Il poster scientifico, che ho curato insieme a Roberta Italiano, psicologa e psicoterapeuta, entrambi analisti del comportamento certificati, racconta un intervento rivolto a persone con disturbo dello spettro autistico e disabilità psichica. L’esperienza integra il Customized Employment e l’Applied Behavior Analysis (ABA) all’interno di un contesto produttivo reale, nel quale le esigenze dell’impresa incontrano gli interessi, le caratteristiche e i bisogni di supporto dei lavoratori.

Il Customized Employment orienta la personalizzazione del percorso lavorativo e delle mansioni. L’ABA offre strumenti per insegnare le competenze in modo sistematico e osservare i progressi. Il loro incontro permette di affrontare una questione concreta: come rendere accessibile una mansione e accompagnare la persona verso una maggiore autonomia?

Nel pastificio il percorso è partito dalla conoscenza di ciascun partecipante, attraverso la valutazione degli interessi, delle abilità presenti e delle modalità di apprendimento. Le attività produttive sono state poi analizzate e scomposte in singoli passaggi, così da individuare compiti adeguati e costruire procedure di insegnamento personalizzate.

Sono stati utilizzati aiuti mirati, progressivamente ridotti con il consolidarsi delle competenze, e procedure di rinforzo per sostenere l’apprendimento. La raccolta sistematica dei dati ha riguardato la correttezza nell’esecuzione, il grado di indipendenza, la quantità di supporto necessario e la capacità di utilizzare quanto appreso in condizioni operative diverse. Sono state considerate anche la partecipazione e la soddisfazione dei lavoratori e la sostenibilità dell’intervento per l’impresa.

I risultati preliminari indicano un progressivo consolidamento delle competenze professionali, accompagnato da una maggiore autonomia e da una riduzione dell’aiuto necessario. Sono osservazioni incoraggianti, che richiedono però prudenza: l’esperienza riguarda un unico contesto produttivo e non permette di generalizzare gli esiti. Documentare il percorso significa anche riconoscerne i limiti e individuare gli aspetti da approfondire.

La prospettiva è ora replicare il modello nel Biscottificio della Cooperativa Sociale Borgo Blu, a Mazara del Vallo. Anche in questa realtà il lavoro partirà dalle abilità, dagli interessi e dai bisogni di supporto di ogni partecipante, per individuare le mansioni e sviluppare procedure di insegnamento adeguate. Sarà necessario adattare il percorso alle attività del biscottificio e verificarne gli esiti, approfondendo la possibilità di applicare lo stesso approccio in un diverso ambiente produttivo.

Portare questa esperienza al Congresso IBAO ha significato condividere il lavoro quotidiano del pastificio con una comunità internazionale di professionisti e ricercatori. Il confronto scientifico è un’occasione per raccogliere osservazioni, migliorare la progettazione e costruire nuove collaborazioni.

Da questa esperienza emerge una riflessione pedagogica: le possibilità di apprendimento dipendono anche dalle opportunità che rendiamo disponibili. Chiederci «che cosa posso insegnarti a fare?» ci impegna a progettare ambienti accessibili, scegliere metodi adeguati e verificare se il nostro intervento favorisca davvero l’autonomia, nel rispetto degli interessi e delle scelte della persona. È una responsabilità educativa che può tradursi in opportunità concrete di lavoro e partecipazione.

Un ringraziamento alla dottoressa Valeria Pascale per averci offerto l’opportunità di presentare questa esperienza e condividerla con la comunità scientifica internazionale.

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