Pedagogia Viva

Abitare il tempo

Quella sera mi sono reso conto di una cosa semplice: il tempo non fa rumore quando passa. Non bussa, non avvisa, non chiede permesso. Scivola via.

A pensarci bene, la mia giornata era andata piuttosto bene. Avevo fatto un sacco di cose: lavoro, messaggi, incontri, pensieri in fila come una lista infinita. Eppure, mentre tornavo a casa, una frase silenziosa mi attraversò la mente: “se avessi fatto quell’altra cosa…”

Mi fermai davanti alla porta, con le chiavi in mano. Non era proprio un rimpianto, ma qualcosa di più sottile: la sensazione di non essere stato davvero presente nella mia giornata.

Come se stessi vivendo un po’ di lato.

Entrai, posai tutto e mi sedetti sul divano, ancora con la giacca addosso. E mi sono chiesto: quando è stata l’ultima volta che mi sono sentito veramente presente?

Mi venne in mente un pomeriggio al mare. Niente di speciale, a pensarci bene. Solo il suono delle onde, i piedi nella sabbia e un vento leggero. Ma lì, ero completamente presente. Senza fretta, senza pensare a “dopo”.

Forse è proprio questo il punto: il tempo di qualità non è fatto di eventi importanti, ma di momenti in cui noi ci siamo davvero.

Col tempo, ho notato che ho misurato il tempo con i “se”:

se avessi scelto diversamente,

se avessi avuto più coraggio,

se avessi preso un’altra strada.

Ma in realtà, il tempo non conosce i “se”. Conosce solo l’“adesso”.

E allora forse la domanda cambia: non più “come sarebbe andata”, ma “come sto vivendo quello che ho”.

Quella sera non ho fatto nulla di straordinario.

Mi sono preparato una tisana, ho abbassato un po’ il rumore del mondo e ho preso una piccola decisione: restare.

Restare lì, dentro quel momento. Senza inseguire altro.

Ho capito che il tempo non è qualcosa da riempire o da rincorrere.

È qualcosa da vivere.

Fino in fondo.

E tu, adesso, dove sei davvero?

Pedagogia Viva

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